Chi ha fame qui? Mindfulness Eating e l’esercizio della consapevolezza

Mindfulness Eating

Chi ha fame qui?

Questa domanda è l’essenza della Mindful Eating, cercare di capire cosa ci spinge a mangiare, ogni volta che lo facciamo. Sarebbe auspicabile farlo a ogni pasto, fino a che non diventa un’abitudine, provaci!

La fame non è una sola, ma sono diverse, e ognuna di esse ha caratteristiche differenti.

Mindfulness Eating e l’esercizio della consapevolezza

 

Possiamo distinguere 9 tipi di fame, ognuna associata a una parte del corpo:

  • la fame degli occhi
  • la fame del naso
  • la fame delle orecchie
  • la fame del tatto
  • la fame della bocca
  • la fame dello stomaco
  • la fame cellulare
  • la fame della mente
  • la fame del cuore

Scopriamo insieme le differenze così potrai cominciare ad esplorarle tu stesso ogni volta che sentirai di avere fame.

1. Fame degli occhi

Quante volte ti è venuta l’acquolina solo per aver visto un cibo dalle sembianze accattivanti in una foto o alla tv? La fame degli occhi è così importante, che possiamo preferire di gran lunga un piatto ad un altro solo perché ben composto, sebbene i due piatti abbiano gli stessi ingredienti.

Gli occhi possono ingannare la mente e lo stomaco.

Pensa alla vista del buffet dei dolci al termine di un pasto, anche se ti senti già sazio gli occhi ti possono portare a fare ancora uno sforzo per assaggiare il dolce.

Per soddisfare la fame degli occhi, esplora visivamente e a lungo un piatto, prima di passare subito a mangiarlo con la bocca, ti accorgerai facilmente come potrebbe bastare un solo piccolo assaggio di dolce per essere appagato.

2. Fame del naso

Il sapore di un cibo comincia a formarsi a partire dall’odore che ha. Il nostro senso dell’olfatto è molto più sensibile del nostro senso del gusto e porta alla nostra mente molto in fretta ricordi ed emozioni anche molto lontani nel tempo.

Pensa al profumo che senti passando davanti ad una panetteria, anche se sei a stomaco pieno questo odore molto facilmente scatenerà la tua voglia di assaggiare il pane o la pizza di cui hai sentito il profumo.

Riporta ora alla mente l’ultima volta in cui hai preso il raffreddore: il tuo senso del gusto funzionava come sempre? O senza l’olfatto i cibi sembravano perdere sapore?


Per soddisfare la fame del naso, soffermati a lungo sull’aroma del cibo, prima di mangiarlo con la bocca. Così come per la fame degli occhi ti accorgerai che sarai in grado di saziarti molto più velocemente e con quantità di cibo inferiori al solito.

3. Fame delle orecchie

La croccantezza delle patatine, o il suono del pacchetto in cui sono contenute, vengono creati di proposito dalle aziende produttrici per sedurci attraverso la fame delle orecchie. Questo perché hanno ben compreso quanto il suono sia importante per stimolare curiosità e attrattiva verso il cibo.

Per soddisfare la fame delle orecchie, fermati e ascolta con apertura e curiosità genuina il suono del cibo mentre lo tocchi o lo mastichi. Per farlo, chiudi gli occhi e concentrati solo sul suono del cibo. Prova a mangiare uno snack in assoluto silenzio concentrandoti solamente sui suoni che senti sia esterni che interni. 

4. Fame del tatto

Il tatto non si riduce solamente alle dita, ma puoi esplorare il cibo con le labbra, con la lingua e con i denti. Torna bambino provando anche a “giocare” con il cibo come i neonati, esplora le consistenze, le forme, il peso del cibo che hai in mano.

Quando rallenti il tuo pasto utilizzando il tatto, ti apri alla possibilità di trasformare la tua esperienza alimentare in un momento altamente godibile. Prova e scopri come ti senti a “pasticciare” come un bambino…

5. Fame della bocca

L’idea che hai del gusto dei cibi, di quali siano appetibili e quali no è, in realtà, in buona misura il frutto dei condizionamenti sociali e dell’educazione che hai ricevuto. 

Questo influenza anche le tue preferenze su quanto dolce vuoi che sia il tuo caffè o quanto salata vuoi che sia la tua bistecca, ad esempio, o il tipo di condimento e le spezie che prediligi.

Sviluppare una maggiore consapevolezza del gusto dei cibi, attraverso un’ingenua esplorazione gustativa di ciò che mangi, ha un fortissimo potere nel soddisfare con piccole quantità di cibo la tua fame della bocca.

Assaggia qualcosa che conosci molto bene ma in modo del tutto nuovo, come se fosse un cibo mai assaggiato prima, scoprirai sapori che non avevi mai sentito!

6. Fame dello stomaco

Eccoci a quella che sembrerebbe la fame a noi più conosciuta. In realtà non è così, perché sempre più spesso confondiamo i segnali che il nostro corpo ci manda e non riconosciamo i reali stimoli della fame.

Sebbene nasciamo con una capacità innata di essere consapevoli dei segnali provenienti dal nostro stomaco, può accadere che essi vengano confusi con altre sensazioni come l’ansia o il nervosismo.

Cerca di non rispondere subito col cibo quando ti senti affamato e mangia solo dopo essere diventato consapevole delle tue sensazioni fisiche. 

Fai questo esperimento:

quando inizi un pasto, valuta il livello della tua fame e della tua pienezza su una scala da 1 a 10 e a metà pasto rivaluta nuovamente questi segnali. Questo semplice esercizio ti aiuterà a riconnetterti con le tue sensazioni fisiche.

7. Fame cellulare

La fame cellulare è la fame biologica, è forse la più difficile da sentire, sebbene sia il motivo principale per cui mangiamo. Quando eravamo bambini, sapevamo intuitivamente quando avevamo bisogno di mangiare e di cosa il nostro corpo aveva bisogno, col passare del tempo, però, abbiamo perso questa abilità.

Spesso quella che ti sembra fame è in realtà “sete delle cellule”.

Attraverso la mindfulness, è possibile divenire nuovamente consapevole di ciò di cui il tuo corpo ha bisogno per nutrirsi adeguatamente. 

8. Fame della mente

La società moderna ci ha reso dei mangiatori ansiosi. Siamo costantemente influenzati dalle mode alimentari, dalle diete del momento o dagli ultimi articoli allarmistici in fatto di alimentazione.  La mente è davvero difficile da soddisfare e trova sempre qualcosa di nuovo su cui focalizzarsi, una volta che un desiderio è stato soddisfatto.

La mente tende ad essere ipercritica (dovrei, non dovrei, non me lo merito…) e ad etichettare i cibi in base ai nostri pensieri (cibo sano, cibo spazzatura, cibo taboo…). Tutto questo non fa altro che aumentare la tua ansia e preoccupazione davanti al cibo.

La mindfulness ti può aiutare a calmare la mente, permettendo l’accesso ad una nuova consapevolezza, maggiormente sensibile agli altri segnali che il tuo corpo ti manda.

Prova a fare un pasto riconoscendo quelli che sono solamente “pensieri” legati al cibo e alle tue convinzioni e prova a lasciarli andare ascoltando solo le tue sensazioni fisiche. Questo è uno degli esercizi forse più complessi, ma più importanti. 

9. Fame del cuore

Questo è un tipo di fame molto diverso da tutti quelli che abbiamo visto negli scorsi giorni, perché la fame del cuore non può essere soddisfatta!

Molto spesso cosa mangi e quando lo mangi è connesso alle tue emozioni.
Spesso la fame nervosa si traduce nel desiderio di essere amati o accuditi, mangi per riempire un vuoto, ma quel vuoto non può essere soddisfatto attraverso il cibo.

Per soddisfare la tua fame del cuore, hai bisogno di trovare l’intimità ed il conforto di cui il tuo cuore ha bisogno. Cerca di notare le emozioni che stai provando nel momento in cui senti l’urgenza di fare uno snack e potrai scoprire che vi sono vie alternative per soddisfarle.

Conclusioni

Se imparerai a riconoscere la fame del cuore insieme a tutte le altre, farai enormi passi avanti nella tua consapevolezza e imparerai a mangiare qualsiasi tipo di cibo senza ansia e senza preoccupazione, perché imparerai a gestire sempre il tuo giusto senso di fame e sazietà.

Questo non solo migliorerà il tuo rapporto con il cibo, ma anche con il tuo corpo, con il tuo specchio e con la tua bilancia!

Esercizio di consapevolezza

Per allenarti a riconoscere i tipi di fame, fai questo esercizio di consapevolezza ogni volta che puoi.

Prima di mangiare o bere, chiedi a ciascuna parte se ha fame.

Se la risposta è sì, domanda a quella parte quanto sia affamata da 0 a 10.

 

Questa pratica fatta con sistematicità aiuta a fermarsi prima di ogni pasto, imparando a

decidere se mangiare o meno, basandosi su più informazioni.

Fammi sapere se questo percorso alla scoperta dei diversi ti di fame ti è piaciuto e cosa hai imparato. Se hai dubbi o domande scrivile nei commenti.

Dott. Massimiliano Mussa

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